1) L'autotrapianto è davvero un intervento complicato e doloroso, oltre che costoso?
Nel corso di oltre quarant' anni questo intervento ha subito una serie di miglioramenti tecnici tali da renderlo uno dei più affidabili e sicuri nel campo della chirurgia dermatologica. Deve tuttavia eseguito in una clinica perfettamente attrezzata per questo specifico impiego e normalmente non richiede degenza, anche se per interventi come le “megasessions” viene consigliato al paziente di restare ospite della clinica per una notte. Si può affermare che il dolore sia praticamente inesistente, grazie all'impiego dell'anestesia locale. Il paziente trascorre da tre a sei ore disteso sulla schiena ad ascoltare musica o a vedere, grazie a speciali occhiali digitali, il suo film preferito.
Infine, per quanto riguarda il costo, si può dire che l'autotrapianto sia ormai diventato un intervento popolare, accessibile a tutti.
I costi di un autotrapianto vengono di solito calcolati in base al numero di gratis o unità follicolari trapiantate. Durante un intervento di media entità vengono utilizzati non meno di 1500 micrografts, il cui costo unitario é pari a 3 Euro. Per i pazienti che arrivano da lontano é previsto un collegamento dagli aeroporti più vicini ed il pernottamento in una delle confortevoli camere delle cliniche.
2) L'intervento può lasciare dei segni?
Quello dei segni era un problema del passato, legato all'impiego di "isole" molto grandi, che contenevano 25 o 30 capelli e che producevano inevitabilmente il famoso "effetto bambola". Con l'introduzione dei micro ed unigrafts, e, più recentemente ,delle unità follicolari, i risultati sono assolutamente naturali, in qualunque condizione di luce.
3) Quali sono le tecniche più valide impiegate nel 2007?
Accantonato l'impiego del laser, che provocava molti problemi e nessun vantaggio, sono le Unità Follicolari (FU),i microscopi stereoscopici e,recentemente,anche i microscopi operatori ad avere cambiato lo scenario dei trapianti di capelli.
4) Dopo quanto tempo ricrescono i capelli trapiantati?
I capelli trapiantati ricrescono mediamente dopo 12-18 settimane e continuano a crescere per sempre, mantenendo le caratteristiche di colore, robustezza ed immunità alla calvizie proprie della zona da dove sono stati prelevati.
Non esistono terapie o trattamenti particolari che possano favorire una ricrescita più rapida. Per la verità alcuni pazienti sono convinti che il soggiorno in un clima caldo o una particolare fase lunare possano effettivamente accelerare la comparsa dei nuovi capelli.
5) Che cosa si nota dopo l'intervento? E' necessario portare una benda?
Nella zona del trapianto potranno comparire tante piccole croste, che durano di solito una dozzina di giorni.
In teoria il paziente può lasciare lo studio senza alcuna benda. Tuttavia appare più prudente applicare un bendaggio leggermente compressivo per la notte, allo scopo principale di proteggere la zona donatrice e di impedire nel contempo che qualche FU possa venire rimossa involontariamente durante il sonno.Nella giornata successiva si consiglia poi,in alcuni casi,di applicare una sottile benda elastica solo sulla fronte,per evitare un possibile gonfiore alle palpebre.
6) Dopo quanto tempo si può effettuare un primo shampoo?
Per quanto esistano specialisti che permettono di lavare i capelli già il giorno successivo all'intervento, si consiglia di effettuare un primo shampoo dopo tre giorni, quando cioè non é più possibile interferire con i processi di cicatrizzazione.In ogni caso il paziente potrà bagnare con delle speciali soluzioni la zona del trapianto già il giorno dopo l’intervento.
7) Che grado di infoltimento è lecito aspettarsi da uno o più interventi? In corrispondenza della nuca, che rappresenta la zona donatrice, la densità media di capelli, in un soggetto normale, é di solito piuttosto elevata e può variare,a seconda della razza, sesso ed età, dai 110 ai 170 o più per centimetro quadrato.
Durante un intervento di media entità viene rimossa di solito un’area di almeno 30 cm/2,alla quale corrispondono circa1600-1900 FU (3600-4600 follicoli). Questi capelli verranno distribuiti su un’area più vasta e naturalmente con una densità minore di quella presente nella zona donatrice. L'esperienza accumulata in milioni di interventi ha dimostrato che già una densità di 40 capelli/cm2 é sufficiente per ottenere un infoltimento naturale ed esteticamente ineccepibile. Il risultato può essere inoltre favorevolmente influenzato dal tipo e dalla consistenza dei capelli trapiantati. Nei soggetti che desiderano ottenere un risultato più consistente ed in tempi brevi é possibile trapiantare,quando la zona donatrice lo permette, anche più di 6000 capelli in una sola seduta (megasession).
8) Esiste un'età più adatta per sottoporsi all'autotrapianto?
Non esiste un'età più favorevole per sottoporsi all'intervento anche se appare ovvio che i capelli della nuca, per quanto insensibili alla calvizie, possono invecchiare come ogni altro tessuto e quindi risultino più vitali in un soggetto giovane. In pratica il momento più adatto per l'intervento é quando un soggetto non é più disponibile ad accettare la propria calvizie.
9) Esistono farmaci in grado di contrastare efficacemente la calvizie?
Di fronte ad una predisposizione genetica qualunque tipo di farmaco offre, al momento attuale, un'attività piuttosto limitata,eccetto la finasteride, farmaco già conosciuto ed utilizzato in passato per contrastare l'ipertrofia prostatica. Il meccanismo grazie al quale manifesta un' azione contro la calvizie androgenetica é legato alla sua capacità di bloccare l’attività del diidrotestosterone (DHT), una frazione dell'ormone maschile responsabile in gran parte della caduta dei capelli e dei problemi di ingrossamento e tumori della prostata.
Nella pratica é stato possibile riscontrare una effettiva riduzione della caduta di capelli in un certo numero di soggetti geneticamente predisposti alla calvizie. Pertanto tale farmaco risulta utile principalmente se utilizzato a questo scopo, molto meno per fare ricrescere i capelli. Il rovescio della medaglia é rappresentato dal fatto che come si sospende il farmaco scompaiono tutti gli eventuali risultati. Recentemente è stata introdotta in commercio una nuova molecola,la dutasteride,la cui efficacia è praticamente sovrapponibile alla finasteride.
10) Quando conviene utilizzare la tecnica detta "scalp reduction"?
Solo nei casi in cui la cute da rimuovere si può sollevare facilmente in pieghe. Questo tipo di intervento,che rappresenta ormai solo il 6% di tutta la chirurgia della calvizie,offre a medio e lungo termine risultati insoddisfacenti.
11) Può l'autotrapianto essere utilizzato anche nella calvizie femminile?
Premesso che la calvizie femminile rappresenta sempre un evento altamente drammatico, con implicazioni di carattere psicologico spesso più gravi che nell'uomo, é giusto ricorrere all'autotrapianto, purché esistano condizioni indispensabili al successo di tale intervento. Come alternativa alcune pazienti ricorrono alla parrucca. La quale purtroppo, al di là dei limiti estetici intrinseci a tale soluzione, finisce per rappresentare un elemento di costante ricordo della propria menomazione e quindi non fa che aggravare il già fragile stato psicologico di chi la porta.
Le donne affette da alopecia di tipo androgenetico presentano un diradamento che interessa soprattutto il vertice o comunque le zone dietro la linea fronto-temporale, che risulta quasi sempre risparmiata. I capelli rimasti di solito si presentano più sottili e lasciano intravedere la cute sottostante. In questi casi occorre anzitutto valutare attentamente la consistenza della zona occipitale, che rappresenta la zona donatrice, dalla quale verranno prelevati i capelli da trapiantare. Questi capelli devono presentarsi adeguatamente folti e robusti, senza quindi quelle caratteristiche che facciano sospettare anche un loro coinvolgimento. Dopo avere stabilito che nessun altra causa ginecologica od endocrina possa avere provocato l'alopecia, occorre accertarsi che la caduta si sia definitivamente arrestata. Inoltre é prudente preventivare che nei mesi successivi all'intervento la paziente potrà manifestare un peggioramento estetico, comunque reversibile, in corrispondenza della zona del trapianto, dovuto sia al trauma meccanico che possono ricevere i capelli rimasti sia ad un possibile concomitante fenomeno di telogen effluvium, le cui cause sono ancora in gran parte sconosciute.
12) Come può un giovane che perde i capelli reagire in modo corretto ad un tale problema?
La migliore iniezione di fiducia in questo caso é vedere ricrescere almeno una parte dei propri capelli grazie all' autotrapianto.
L'adozione di una parrucca (da alcuni chiamata con termini strani, che inducono ad equivoci) condiziona in modo pesantissimo chi la porta, il quale passa il resto della sua vita nella segreta speranza di affrancarsi prima o poi da una tale schiavitù.
Anche i capelli sintetici danno l'impressione di poter recuperare immediatamente la propria immagine, ma dopo qualche settimana bisognerà fare i conti con le inevitabili sequele provocate da questo inutile metodo. Soltanto rivedere e sentire di nuovo i propri capelli
rappresenta la migliore terapia per ogni forma di disagio e insicurezza che possono insorgere in seguito alla calvizie.
13) E' vero che il desiderio di recuperare i propri capelli nasce spesso da motivazioni complesse e inconsce?
In alcuni testi di antichissime civiltà, come quella greca o dell'India arcaica o egiziana, si può leggere,tra l'altro, che solo coloro risparmiati dalla calvizie e con tanti capelli potevano considerarsi esseri predestinati, capaci di mettersi in contatto con le divinità…
Già 4000 anni fa esisteva dunque un vero culto per i capelli, ai quali venivano attribuite facoltà quasi magiche. Non per niente alcune antiche iscrizioni nella Valle dei Templi riportano preparazioni segrete studiate dai sacerdoti sacri di Iside e capaci di contrastare la calvizie dei faraoni. Peccato che si siano perse una parte delle formulazioni e che alcuni ingredienti siano completamente sconosciuti oppure non esistano più sulla terra. Avremmo certamente avuto a disposizione lozioni ben più efficaci di quelle proposte 4000 anni dopo.